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Giosuè Carducci

Il critico letterario Guido Davico Bonino parla di Giosuè Carducci (Valdicastello, Lucca 1835 – Bologna 1907) e sottolinea come abbia pesato lo stereotipo, da lui stesso creato, di “poeta vate” che s`incarna nella figura del laico repubblicano che tuona contro i potenti e parla di rivoluzioni impossibili. In questa unità si è lasciato da parte il poeta “tribuno” e si è attinto dalle Odi barbare (1889) e da Rime e ritmi (1899), in cui Carducci, raccolto nell`intimità, ripensa con malinconia ai cari scomparsi, nel desiderio di un sereno trapasso.

L`attore Umberto Ceriani legge dalle Odi barbare: Nella piazza di S. Petronio, Fantasia, Egle, Cerilo, Sogno d`estate, Ave, Nevicata, L`ostessa di Gaby. Da Rime e ritmi: Presso una Certosa.

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