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I Presocratici e la nascita della filosofia

Con il termine “Presocratici” si è soliti indicare l’insieme dei filosofi antecedenti a Socrate, non solo da un punto di vista cronologico, ma soprattutto da un punto di vista teorico. Sono dunque raccolti sotto questa definizione i pensatori, del VI-V secolo a.C., che si trovano al di qua di un ideale spartiacque rappresentato dal pensiero socratico.

Gli sforzi dei presocratici furono rivolti all’indagine del fondamento ultimo e della natura essenziale del mondo. Essi ricercarono il principio (arché) delle cose e il metodo della loro origine e della loro scomparsa.

I presocratici – le cui opere sopravvivono oggi esclusivamente sotto forma di frammenti – sottolinearono l’unità razionale di tutte le cose e rifiutarono le spiegazioni mitologiche del mondo.

I primi filosofi presocratici giunsero da Mileto sulla costa occidentale dell’Anatolia.

Talete è ritenuto il primo presocratico e il padre della filosofia greca. Egli affermò che l’acqua è la base di tutte le cose.

Colui che per primo compose testi filosofici fu invece Anassimandro, che assunse come principio fondamentale una sostanza indefinita, illimitata e senza qualità (ápeiron), al di fuori della quale si differenziano le opposizioni primarie (caldo e freddo, umido e secco).

Più giovane dei precedenti fu Anassimene, che identificò l’arché nell’aria, concependo quest’ultima mutata, dall’ispessimento e dall’assottigliamento, in fuoco, vento, nuvole, acqua e terra.

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